Nota del Presidente: Riccardo Borgo
?>Roma, 3 novembre 2011
Cari Soci,
cliccando su questo"LINK" potrete visualizzare il documento inviato stamattina ai rappresentanti del Governo Italiano ed Europeo al fine di stimolare quella indispensabile sinergia tra i due organismi che si rende fondamentale per chiedere ed ottenere da Bruxelles la deroga o qualsiasi altro provvedimento in grado di estrapolare le imprese balneari dalla normativa comunitaria che prevede il rinnovo delle concessioni attraverso levidenza pubblica.
La concretizzazione delliniziativa, insomma, deliberata dal nostro Consiglio Direttivo svoltosi a Rimini il 21 ottobre u.s. alla quale ne seguiranno altre in modo tale da mantenere vivo linteresse della politica, del Governo e del Parlamento sullassoluta necessità di arrivare a risolvere al più presto quelle problematiche che mettono in serio pericolo il futuro della nostra categoria.
Vi preghiamo di seguire con molta attenzione e partecipazione tutte quelle iniziative che metteremo in campo al fine di raggiungere questo risultato e che, a seconda delle risposte che ci perverranno, potrebbero anche prevedere unaltra forte manifestazione di protesta a livello nazionale.
Con la certezza che garantirete appoggio e sostegno alla nostra strategia, Vi ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.
IL PRESIDENTE
Riccardo Borgo
2. Dallufficio stampa del gruppo regionale Pdl riceviamo e pubblichiamo
Profonda condivisione del Consigliere regionale del Pdl Marco Melgrati sullOrdine del Giorno che domani il Popolo della Libertà, come annunciato la scorsa settimana, porterà in Consiglio regionale. Marco Melgrati dichiara: Il problema dei balneari è sempre stato una delle priorità nella mia agenda politica. Non a caso già da Sindaco di Alassio ho partecipato ad una delle prime assemblee a Roma dove si evidenziavano le conseguenze devastanti che lapplicazione della Direttiva Bolkestein avrebbe causato al comparto.
Di seguito lordine del giorno che il Pdl presenterà sullargomento
Direttiva Bolkestein /concessioni demaniali
Considerato che le imprese balneari sono unimportante realtà socio-economica tipica del settore del turismo italiano, e ligure in particolare;
Visto che gli stabilimenti balneari in Liguria sono circa 1.300 ma occorre ricordare che sulle aree demaniali marittime insistono anche alberghi, campeggi, discoteche, ristoranti, chioschi e bar tanto da poter calcolare che loccupazione diretta costituita dai concessionari e loro familiari- può essere valutata a circa 4/5.000 unità. A questi vanno aggiunti i dipendenti che ammontano a circa 15.000 unità;
Preso atto quindi che gli stabilimenti balneari nella nostra Regione hanno raggiunto livelli di significatività economica paragonabile a quella di veri e propri distretti produttivi ed hanno forte rilevanza anche dal punto di vista occupazionale.
Valutato che la tipologia di queste imprese, tradizionalmente piccole e medie e quasi sempre a gestione familiare, ha consentito il consolidarsi di una identità culturale e di uno stile di accoglienza non anonimo ma personalizzato e tale da fidelizzarne la frequentazione dando vita così a quel modello italiano, e ligure, di balneazione attrezzata che è diventato un fondamentale punto di forza della nostra competitività nel mercato internazionale e nazionale delle vacanze.
Considerato che con provvedimento n.4908/2008 la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dellItalia , a cui ha contestato un atteggiamento discriminatorio ed ha chiesto di adeguare il procedimento di rilascio/rinnovo di concessioni demaniali ad uso turistico ricreativo al principio di libertà di stabilimento;
Preso atto che tale richiesta è stata in parte soddisfatta con lart. 1, c. 18, del decreto legge n. 194/2009, convertito con modificazioni nella legge n. 25/2010, in parte lo sarà con lart. 11 del disegno di Legge Comunitaria 2010, approvato dalla Camera dei deputati il 26 luglio scorso e trasmesso al Senato per la seconda e definitiva approvazione che tuttora, inopinatamente, non è ancora avvenuta;
Valutato il richiamato art. 1 della legge 25/2010 prevede per le concessioni in atto una proroga sino al 31.12 2015;
Considerato che lo Stato italiano attraverso lintroduzione nellordinamento italiano del diritto di insistenza, previsto dallart. 37 del codice della navigazione, e ancor più del rinnovo automatico, previsto dallart. 10 legge 88/2001, si è fatto carico di rendere possibile un legame stabile tra le imprese balneari e luso del bene di proprietà pubblica, individuando nella precarietà del titolo un limite oggettivo alla crescita e allo sviluppo di questo settore;
Visto che le imprese balneari pensavano quindi di avere davanti a sé un orizzonte temporale ben più lungo del 2015. Con queste certezze, in modo particolare nell ultimo decennio, hanno investito importanti risorse economiche e hanno impegnato, con scelte definitive, i loro nuclei familiari. Ora invece si trovano a dover affrontare una incertezza normativa che riguarda la loro operatività e la loro stessa sopravvivenza. Il rischio concreto è la fine di un sistema di impresa unico ed esclusivo in Europa e nel mondo;
Considerato di tutta evidenza quale gravissimo danno si creerebbe per l economia della Liguria la scomparsa dal mondo produttivo di così tanti piccoli imprenditori e delle relative famiglie, andando a creare un vero e proprio problema sociale. Infatti non si tratta solo di non veder remunerare i capitali investiti, ma anche di vedere dissolta lattività peculiare e creativa che essi hanno realizzato e con cui hanno contribuito a costituire e conservare un patrimonio culturale e sociale tipico delle coste italiane e liguri. In sostanza per queste imprese, che non possono fare a meno dei beni pubblici del demanio marittimo dove sono nate e perciò sono prive di qualsiasi mobilità territoriale, perdere la concessione demaniale significherebbe perdere la propria azienda, nei suoi fattori materiali e immateriali e quindi di non poter più svolgere la propria attività;
Vista la comunicazione denominata Small Business Act con la quale, nel giugno del 2008, la Commissione europea ha teso ad ancorare irreversibilmente il principio Pensare anzitutto in piccolo ai processi decisionali dei Paesi membri, a partire dalla formulazione delle normative, e a promuovere la crescita delle piccole e medie imprese (PMI) aiutandole ad affrontare i problemi che continuano a ostacolarne lo sviluppo alla luce della considerazione, universalmente riconosciuta, che le PMI sono creatrici di posti di lavoro e protagoniste nella corsa al benessere delle comunità locali e regionali;
Considerato che lordine del giorno approvato allunanimità nella seduta del 5 maggio 2011 dal Senato della Repubblica con il quale ha chiesto al Governo ( che lo ha accolto ) di impegnarsi ad agire presso la Commissione europea per rappresentare la peculiarità italiana delle imprese turistico balneari italiane, e per le quali potrebbero essere individuate soluzioni differenti rispetto a quelle previste dalla direttiva relativa ai servizi del mercato interno (Direttiva Bolkestein). Lo stesso o.d.g. ritiene infatti che le concessioni demaniali ad uso turistico ricreative siano da escludere dallapplicazione della direttiva servizi in virtù della specificità del settore caratterizzato da rilevanti investimenti materiali e occupazionali, dei motivi di interesse generale, di sicurezza, della salvaguardia della pubblica incolumità, di tutela dellambiente;
Preso atto della Risoluzione del Parlamento europeo del 27 settembre 2011 (2010/2206/INI) sul turismo nella quale, al punto 56, nel ribadire limportanza del turismo balneare in alcune regioni costiere dellEuropa, invita, tra laltro, la Commissione a valutare se la direttiva 2006/123/CE abbia ripercussioni negative sulle PMI di questo settore e, se lo ritiene necessario, a proporre misure per attenuare tali ripercussioni e garantire che le caratteristiche specifiche di questa categoria professionale siano prese in considerazione nellapplicazione della direttiva
Impegnano il Presidente della Giunta e lAssessore competente ad assumere tutte le necessarie iniziative, sia in sede di Conferenza Stato Regioni che in forma autonoma, nei confronti del Governo e della Unione europea affinchè :
1) quanto prima sia approvato dal Senato il testo della Legge Comunitaria 2010, come già è stato fatto dalla Camera dei deputati il 26 luglio 2011, così da eliminare ogni rischio di prosecuzione della procedura dinfrazione con tutte le conseguenze che ne deriverebbero per lo Stato Italiano e in ordine alla conferma della proroga al 31.12.2015;
2) sia dichiarata, utilizzando la normativa di recepimento della Direttiva Servizi e ottenendo una deroga dallUnione Europea, lesclusione dallevidenza pubblica delle imprese turistico ricreative e che sia adottato ogni ulteriore provvedimento idoneo ad evitare la distruzione di un settore economico vitale per leconomia ligure e fondamentale per conservare ed accrescere la capacità di attrazione del turismo balneare che è una risorsa indispensabile del turismo della nostra regione.
